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  • Verifica green pass e Controllo accessi

    Verifica green pass e Controllo accessi

    In seguito dell’entrata in vigore del decreto legge n. 122tutte le scuole (servizi 0-6 inclusi) hanno l’obbligo di verificare il green pass di chiunque acceda alle strutture scolastiche. Quindi, la certificazione verde va verificata ogni giorno sia per i membri dello staff sia per i genitori.

    In data 13 settembre, con una comunicazione dedicata (puoi rileggere il testo qui), avevamo spiegato nel dettaglio perché l’unica modalità legale di verifica consistesse nell’utilizzare l’app Ministeriale VerificaC19.

    Oggi, però, abbiamo delle novità.
    In seguito al DPCM del 12 ottobre scorso (trovi il testo qui) è stata prevista la possibilità di integrare in applicazioni di terze parti la verifica dei green pass (ovviamente a patto che tali app rispettino determinate “caratteristiche”).

    Come abbiamo già detto nella precedente comunicazione non vogliamo entrare nel merito della “bontà” della certificazione verde in sé, ma il tema è il seguente: la legge impone di effettuare i controlli e, ora, le applicazioni possono semplificare la vita a chi, volente o nolente, questi controlli li deve effettuare.

    Nonostante fossimo già occupati su mille altri fronti abbiamo deciso di fare la nostra parte.

    Da oggi Kindertap integra la verifica legale dei green pass… e lo fa in modo completamente automatizzato 😉

    Ovviamente si tratta di una feature che la singola scuola può abilitare a propria discrezione e, attivandola, si hanno a disposizione una serie di opzioni per mettere in atto i controlli in base alle proprie preferenze.

    Ma siamo andati oltre: abbiamo introdotto anche una seconda funzione, che abbiamo chiamato Controllo accessi.
    Grazie a Controllo accessi, in seguito alla registrazione di una presenza tramite il rilevatore presenze di Kindertap, puoi attivare degli automatismi, come aprire una serratura elettrica, un varco o far suonare un campanello.

    Questa funzione può essere utilizzata unitamente alla verifica dei green pass oppure può essere attivata separatamente (e sarà utile, quindi, anche a fine emergenza COVID).

    Entrambe le funzioni sono state incluse nel modulo Rilevazione presenze e sono disponibili già da oggi aggiornando l’app Android del rilevatore presenze con card o PIN.

    Verifica dei green pass

    Il funzionamento è semplice: attivando la verifica dei green pass sul lettore di Kindertap (app Android), prima di portare a termine la registrazione di una timbratura, la persona che sta timbrando deve scansionare il proprio QR code.

    Se la certificazione verde scansionata risulta valida l’entrata o l’uscita viene memorizzata. In caso contrario la registrazione della presenza non viene effettuata e l’app attiva degli “allarmi”.

    Inoltre, l’app può tenere traccia su un apposito registro di tutte le verifiche effettuate, ma, come previsto dalla normativa, senza memorizzare la validità delle certificazioni scansionate. Tale registro può essere esibito in caso di controlli per provare l’effettiva applicazione della normativa.

    Di seguito ecco tutte le opzioni disponibili se attivi la funzione di verifica:

    • Abilitazione selettiva: puoi attivare la verifica dei green pass solo per i dipendenti, solo per gli accompagnatori o per entrambe le categorie di utenti
    • Registro verifiche: puoi decidere se tenere traccia delle verifiche effettuate
    • Allarme sonoro: in caso di green pass non valido (o, più in generale, se la scansione non viene portata a termine con successo) puoi riprodurre un allarme sonoro (utile per allertare il personale presente nelle vicinanze del lettore)
    • Allarme push: puoi inviare una notifica di allarme via notifica push all’app Kindertap di uno o più membri dello staff
    • Timeout lettura: la persona, dopo aver inserito la card o il proprio PIN nel lettore, ha a disposizione un tempo limitato per scansionare il proprio green pass; questa opzione ti permette di regolare questo tempo massimo (al termine del quale vengono attivati gli allarmi)

    La funzione di verifica dei green pass, come le altre funzioni di Kindertap, è disponibile anche in totale assenza di connessione (l’unica opzione che, per funzionare, richiede connessione ad Internet è l’invio degli allarmi via push).

    Attenzione: il codice per la verifica del green pass rilasciato dal Ministero della Salute funziona solo su Android v. 7 o superiore. Pertanto la funzione non può essere attivata sui rilevatori presenze di Kindertap più datati (ad esempio sui tablet Google Nexus 7) o sulla versione dell’applicazione per PC.

    Controllo accessi

    In entrata disponi di una porta con elettroserratura (o di un varco) e ti piacerebbe attivarla in seguito alla registrazione di una timbratura? Ti piacerebbe che le educatrici in sezione venissero avvisate all’arrivo di un genitore?

    La nuova funzione Controllo accessi fa proprio questo.
    In seguito alla registrazione di una presenza tramite card o PIN puoi attivare degli automatismi. Questi sono solo degli esempi di ciò che puoi fare, ma le applicazioni sono molteplici.

    L’app di Kindertap si interfaccia a dispositivi che sono già predisposti (come tornelli o varchi con interfaccia Ethernet) oppure, acquistando la nostra apposita interfaccia di controllo (contattaci per ricevere maggiori informazioni), puoi azionare qualsiasi dispositivo che disponga di un ingresso a contatto pulito (come una classica elettroserratura o un campanello).

    Abbinando questa funzione alla verifica dei green pass puoi mettere in atto una verifica non presidiata, sicura e completamente automatizzata: puoi cioè fare in modo che la porta di accesso si apra solo dopo che il green pass è stato validato con successo.

    Video tutorial

    Come sempre abbiamo registrato degli appositi video tutorial che spiegano passo passo come attivare le due nuove funzioni che ti abbiamo appena presentato:

    Con questo nuovo aggiornamento Kindertap è l’unica app per servizi 0-6 (e una delle poche a livello nazionale) a rendere possibile il controllo dei green pass in modalità completamente automatizzata e configurabile.

    Ci sarebbe piaciuto poter soddisfare questa esigenza fin da subito, visto che per molte scuole l’imposizione sul controllo delle certificazioni verdi ha comportato un’infinità di problemi organizzativi.
    Nonostante nei mesi scorsi alcune software house abbiano abbozzato o rilasciato delle soluzioni ignorando le norme, noi abbiamo deciso di attivarci (in tempi record) solo quando la normativa l’ha finalmente concesso e con le modalità previste dalla normativa stessa (e non vi nascondiamo che questo ha comportato non pochi problemi in termini di sviluppo).

  • Green pass: è possibile snellire le operazioni di verifica?

    Green pass: è possibile snellire le operazioni di verifica?

    A seguito dell’entrata in vigore del decreto legge n. 122tutte le scuole (servizi 0-6 inclusi) hanno l’obbligo di verificare il green pass di chiunque acceda alle strutture scolastiche. Quindi il certificato verde va verificato sia per i membri dello staff sia per i genitori.

    Ovviamente questa misura porta con sé svariate complessità dal punto di vista gestionale ed organizzativo. In molti, quindi, si stanno ponendo questa domanda: esiste oggi una modalità che consenta di effettuare queste verifiche in modo più automatizzato?

    La domanda è lecita e semplice, ma, purtroppo, la risposta non è altrettanto scontata.

    Abbiamo pensato di spiegarti la questione per mezzo di alcune domande, per le quali abbiamo formulato delle risposte semplici (il più possibile), ma allo stesso tempo esaustive. Ci auguriamo che le nostre risposte ti aiutino ad orientarti.

    Non entreremo assolutamente nel merito del provvedimento dal punto di vista dell’efficacia o dal punto di vista politico; ci limiteremo a definire il perimetro da un punto di vista normativo e trarremo le relative conclusioni.

    Cosa contiene il green pass?

    Probabilmente non ti sei posto questa domanda, ma capire cosa c’è dentro quel “riquadro puntinato” (chiamato in gergo tecnico QR code) che costituisce il certificato verde ci aiuta a capire cosa possiamo e cosa non possiamo fare.

    Il QR code non è altro che una rappresentazione digitale di un contenuto “testuale”. È come se le informazioni riguardanti il pass, al posto che essere scritte in lingua italiana, fossero trascritte con un linguaggio differente. Queste informazioni contengono: il nominativo della persona, le date di validità del pass, se il pass è stato rilasciato in seguito a tampone o vaccino, quale vaccino è stato inoculato, ecc.

    Quindi il pass non contiene nulla di trascendentale, ma delle informazioni che riguardano la persona.

    Queste informazioni vengono anche firmate elettronicamente dal Ministero: questo conferisce al pass autenticità e non permette la contraffazione.

    Avere il QR code (o copia del QR code) del green pass significa quindi avere a disposizione queste informazioni personali, anche se scritte in una lingua differente e leggibili solo mediante un programma.

    Il GDPR (Regolamento UE 2016/679), la normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali, identifica i dati contenuti nel green pass come dati personali particolari di carattere sanitario.

    Come si effettua la verifica del green pass?

    Per verificare il green pass il Ministero della Salute ha rilasciato un’apposita applicazione per smartphone e tablet, chiamata VerificaC19.

    In sintesi, una volta scansionato il QR code del green pass, l’app indica se il certificato è valido. Quindi l’output, cioè quello che viene visualizzato terminata la verifica, è una semplice informazione: SI — NO.

    In altri termini, l’app non ci da alcuna informazione circa il contenuto del green pass. Inoltre, durante la verifica, l’app del Ministero non salva alcun tipo di informazione in locale (cioè all’interno del dispositivo utilizzato).

    Ad oggi l’app VerificaC19 è l’unico strumento autorizzato dal Ministero per la verifica del green pass.

    P.S. il codice sorgente dell’app VerificaC19 (cioè il codice informatico che fa funzionare l’app) è pubblico, quindi gli sviluppatori possono vedere nel dettaglio come funziona.

    Perché non salvarsi i green pass degli utenti? La palestra che frequento lo fa…

    Perché salvare il QR code, le informazioni in esso contenute o conservare copia della versione cartacea del Green Pass significa salvare dati personali di carattere sanitario.

    La normativa in materia di trattamento dei dati personali vigente prevede che questa categoria di dati, chiamati dati particolari, possa essere trattata solo in casi specifici e da soggetti autorizzati (ad eccezione di qualche deroga specifica, es. medico del lavoro).

    Una struttura per l’infanzia, quindi, non ha titolo per attuare un trattamento di questo tipo, men che meno creare una banca dati che contenga tali informazioni. Questo principio vale a prescindere dalla quantità e dalla tipologia di dati memorizzati: non è lecito nemmeno salvare la sola data di fine validità (che non è comunque sufficiente per provare la validità del pass, come spiegato al punto seguente).

    In merito a questo ti potrà interessare questo intervento di Guido Scorza, componente del collegio dell’autorità Garante per la protezione dei dati personali: https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9696596

    Perché il pass di una persona va verificato ogni giorno?

    Viene spontaneo chiederselo: se VerificaC19 dice che il pass è valido, non si può evitare di verificarlo ogni giorno fino alla data di fine validità?

    La risposta è no.

    Il Ministero della Salute, infatti, potrebbe revocare il green pass. Di conseguenza un pass che scade fra 3 mesi e che oggi risulta valido domani potrebbe non esserlo più.

    Questa operazione viene compiuta invalidando la firma elettronica contenuta nel QR code.

    Ma se faccio firmare al genitore/dipendente una liberatoria per la conservazione del pass?

    Anche in questo caso la risposta è secca: non si può fare, per i motivi già esposti.

    Il fatto che l’interessato “concordi” sul consegnarmi il suo green pass e mi conceda di conservarne la copia non mi autorizza a trattare il dato (perché è la norma che lo vieta).

    Come abbiamo già detto conservare copia del green pass di un utente significa conservare le informazioni in esso contenute, in altre parole si mette in atto un trattamento di dati personali particolari senza che sia legittimo farlo.

    Quindi non posso snellire le operazioni di verifica?

    Al momento purtroppo no.

    Sappiamo che ci sono aziende che spacciano soluzioni alternative a VerificaC19 (o si stanno adoperando per farlo), con la promessa di semplificare le operazioni di verifica dei pass. Sappiamo anche che ci sono consulenti privacy che stanno dando informazioni completamente diverse rispetto a quanto hai appena letto.

    Ma si tratta di soluzioni non conformi alle indicazioni ministeriali e all’attuale normativa sul trattamento dei dati personali.

    Ovviamente esiste poi il tema legato all’affidabilità, che è il motivo per cui il Ministero probabilmente non si è ancora espresso a riguardo: chi verifica che queste applicazioni non istituzionali eseguano la verifica in modo corretto?

    Ad oggi, quindi, non esiste soluzione o procedura (che sia legittima) alternativa all’app del Ministero.

    Ovviamente il quadro normativo è in continua evoluzione, quindi queste disposizioni in futuro potrebbero variare (ad esempio a fronte di un’incapacità da parte delle strutture di ottemperare a quanto richiesto).

    Non escludiamo (anche se non sarà facile che ciò avvenga) che nelle prossime settimane le autorità permettano un’integrazione fra sistemi informatici per snellire le operazioni di controllo, che sia funzionale e rispettosa della privacy degli utenti.

    Con questo articolo ci auguriamo di aver fatto luce su questo nuovo provvedimento e di averti aiutato a comprendere i motivi tecnici per cui la verifica del green pass va fatta in base a quanto stabilito dalla norma.

    Ad oggi l’adozione di soluzioni diverse o di sistemi informatici che cerchino di sostituirsi all’app del Ministero non sono legali.

    Articolo a cura di:

    Ing. Alberto Sbeghen, CEO di Kindertap
    https://www.kindertap.com

    Dott. Davide Vedelago, pianificazione e controllo, sistemi informativi, sicurezza delle informazioni
    https://scuadra.it